Territorio

Valgerola
La Valgerola costituisce una delle vallate alpine del versante settentrionale delle Alpi Orobie, poste in sinistra orografica della Valtellina. L'area di competenza dell'Ecomuseo della Valgerola è l'ambito territoriale-amministrativo dei comuni di Gerola Alta, Pedesina, Rasura, Cosio Valtellino. L'estensione territoriale dei 4 comuni è 73,76 Km². La popolazione è di 945 abitanti (Gerola, Pedesina, Rasura, Sacco-Mellarolo-Dosso).

Gerola Alta
Nel passato il territorio di Gerola era sfruttato oltre che per i suoi pascoli e per i suoi boschi anche per le miniere di ferro. Ben sviluppati erano i commerci con le vicine vallate orobiche e la Valtellina. In epoca antica pare si chiamasse Santa Maria dell'Acqua Viva e solo successivamente, in seguito all'ennesima piena distruttiva del Bitto che lasciò dietro di sè una grande quantità di detriti ghiaiosi, fu chiamata Gerola (da "gera" = ghiaia). Oggi le irruente acque del torrente Bitto sono utilizzate per lo sfruttamento idroelettrico ed il Bitto scende più calmo e pacato.
La presenza di piccoli agglomerati rurali che presentano al visitatore interessanti spaccati di architettura alpina, rendono il paesaggio dolce ed accogliente in ogni stagione: con le riposanti passeggiante, con le escursioni al Pizzo Tre Signori, ai suoi laghi o agli alpeggi ancora caricati dove si produce il rinomato formaggio Bitto. In inverno numerosi sono gli itinerari per gli appassionati di sci d'alpinismo. Gerola è un paese adatto per ogni stagione. Da Gerola dipartono numerosi collegamenti, ora sentieri escursionistici, ma un tempo vie trafficate ed importanti. Dalla frazione Valle si può infatti raggiungere Nasoncio e la Valle di Bominio e da qui attraverso il Passo di Verrobbio scendere vero il Passo S. Marco e la Val Brembana. Oppure, sempre da Nasoncio è possibile raggiungere Taida e collegarsi con l'abitato di Bema. Partendo da Gerola, nel passato, ci si spostava agevolmente anche verso Premana e Introbio con merci e soprattutto materie prime ferrose.
La frazione Pescegallo ospita l'unica stazione sciistica della Bassa Valtellina con impianti di risalita operanti sia in estate (per escursioni) che in inverno.


Superficie:
38.05 Km²
Altitudine: 1050 m s.l.m.
Popolazione: 249
Abitanti per Km²: 6.55

Frazioni: Case di Sopra, Castello, Fenile, Foppa, Laveggiolo, Nasoncio, Pescegallo, Ravizze, Valle

Comuni contigui: Averara (BG), Bema, Cusio (BG), Introbio (LC), Ornica (BG), Pedesina, Premana (LC), Santa Brigida (BG), Valtorta (BG)
 
Pedesina
Oltrepassato l’abitato di Rasura compare Pedesina, il tratto di strada che separa i due centri è molto caratteristico e rappresentativo dell’intera vallata. I ripidi versanti infatti non permetto facili insediamenti e solo andando in quota l’uomo, nel corso dei secoli, ha potuto trovare uno spazio un po’ più comodo per costruire case e fienili.
Nel passato Pedesina e Rasura erano note in tutta la provincia per la tessitura su telai del tipico tappeto pezzotto e anche per la lavorazione della canapa e del lino con le quali la gente del posto sapeva realizzare ricercati tessuti e manufatti.
Oggi Pedesina è il Comune con meno abitanti dell’intera provincia di Sondrio, solo 34. Il suo territorio è costituito in prevalenza da pascoli e questo ha permesso negli anni passati una buona attività legata all’allevamento del bestiame ed alla produzione di prodotti caseari. Da Pedesina si gode di un ottimo panorama, è infatti possibile vedere l’intero gruppo retico del Badile-Disgrazia. Interessante è anche osservare la morfologia del monte Motta che con le sue propaggini separa il solco principale del torrente Bitto da quello della valle di Bomino. Spostandosi verso ovest si possono elencare, uno ad uno, tutti i centri abitati della Costiera dei Cech compiendo un viaggio immaginario tra le fitta rete di strade e sentieri che la caratterizza. Appena sotto Pedesina passa l’antica “via del Bitto” che presenta un passaggio unico ricavato scolpendo gli scalini nella roccia viva.

Superficie: 6.25 Km²
Altitudine: 1021 m s.l.m.
Popolazione: 34
Abitanti per Km²: 5,48

Comuni contigui: Bema, Gerola Alta, Premana (LC), Rasura, Rogolo
 
Rasura
Rasura deriva il suo nome dalla conformazione territoriale che lo ospita: radura. L’abitato infatti si presenta immerso nel verde delle pinete con le sue case adagiate tra dolci ed ampi dossi. La vista spazia verso la Val Gerola e le Alpi Retiche con il gruppo del Disgrazia. La strada statale divide a metà il paese e la parte più vecchia è sviluppata attorno alla chiesa, sotto la strada. L’abbondanza di pascoli e la vicinanza con il fondovalle hanno fatto si che molti edifici fossero ristrutturati e la popolazione continuasse a vivere in paese. La prosperità di un tempo, dovuta ai commerci con le vallate vicine, è un ricordo così come il rumore del lavorio dei telai che producevano manufatti di lana ricercati in tutta la provincia. Per scoprire le caratteristiche di questo paese della Val Gerola è interessante percorrere la vecchia strada che porta a Sacco oppure spingersi, magari con gli sci d’alpinismo, fino alla Cima della Rosetta (m. 2142) e scorgere, dall’alto, quelle che erano le abitazioni e gli alpeggi. Da qui transita la “Via del Bitto” ed il Vecchio Ponte del Picco testimonia il vecchio tracciato. Grazie all’intraprendenza privata è possibile visitare un vecchio mulino ora adibito a museo e rivivere quelle che erano le fasi dalla lavorazione del granoturco, del grano saraceno, ingredienti principali della farina per la polenta taragna.
Lo sfruttamento del legname, l’allevamento bovino, caprino ed ovino, i prodotti caseari ed i manufatti in lana, canapa o lino erano le principali attività del passato. Oggi è soprattutto il settore lattiero-caseario a sopravvivere con lo sfruttamento dei pascoli e la produzione del formaggio Bitto.

Superficie: 5.53 Km²
Altitudine: 800 m s.l.m.
Popolazione:306
Abitanti per Km²: 55,64

Comuni contigui: Bema, Cosio Valtellino, Pedesina, Rogolo
Cosio Valtellino
Il territorio del Comune di Cosio Valtellino comprende oltre a Cosio, Regoledo, Piagno e Bolgia (sul fondovalle), Mellarolo e Sacco in (Valgerola). Spazia dai 207 m. ai 2267 m. del Pizzo Olano estendendosi nel Parco delle Orobie Valtellinesi. La sede comunale è a Regoledo, oggi centro vitale ed amministrativo dell’intero Comune. Il territorio di fondovalle è ormai un tutt’uno con Morbegno, fin da Cosio, e lo si nota percorrendo la Strada Statale 38, la quale è costellata di numerose attività produttive. Il Comune di Cosio si presenta vasto e ricco di itinerari sia escursionistici che storico-artistici: la camera picta dell’Homo Salvadego di Sacco o l’antica abbazia di S. Pietro in Vallate sono due tra i tesori che meritano di essere visti. L’ambiente naturale lo rende interessante in ogni stagione: un po’ di sci d’alpinismo d’inverno e varie escursioni nella bella stagione. Una fitta rete di sentieri, anche di fondovalle, permettono di scoprire il fiume Adda o il rigoglioso ed ombroso bosco orobico con le sue verdi vallate che offrono un vasto panorama sul fondo valle, l’Alto Lario e la Valchiavenna. Il patrimonio culturale ed artistico del Comune è riccamente distribuito su tutto il territorio. Non rimangono più fortificazioni o castelli ma i segni di un ricco ed importante passato che possono essere riscontrati negli edifici civili e nel patrimonio religioso. L’importanza di Cosio risale agli inizi del millennio scorso, essendo Cosio tra i più antichi comuni della Valtellina. Dei suoi confini e possedimenti se ne trova traccia nel 1078, quando i monaci cluniacensi eressero l’abbazia di S. Pietro in Vallate. Il Barbarossa nel 1158 concedette ai ghibellini comaschi Vicedomini l’intero territorio come feudo. La potente famiglia dominò per molti anni l’ampia zona che si estende sulle due sponde dell’Adda: da Mello a Sacco. Edificò castelli a S. Giorgio in Cosio, a Domofole in Mello, a Rogolo e a Piantedo. Le vicende storiche: la sconfitta da parte dei guelfi Vitani nel 1304 e il mutato corso del torrente Bitto, furono le cause della decadenza di Cosio. Ne guadagnarono i paesi vicini prima Sacco, grazie al commercio con la vicina Repubblica di S.Marco e poi Regoledo, il quale soprattutto a causa dell’abbandono della montagna, in questi ultimi quarant’anni, si è notevolmente ampliato fino a diventarne il fulcro vitale dell’intero Comune.

ECOMUSEO VALGEROLA
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ORARI DI APERTURA
Alcuni siti sono sempre aperti (lavatoi, antico telaio, giardini della Casa del Tempo, percorso sensoriale); altri luoghi sono aperti durante sagre ed eventi nel periodo estivo e natalizio.

SISTEMA MUSEALE

SERVIZIO CULTURA E ISTRUZIONE
DELLA PROVINCIA DI SONDRIO
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Sondrio t. 0342 531231
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