Catalogazione in provincia di Sondrio



La catalogazione è un'attività molto importante perché permette di conoscere a fondo le opere della propria collezione, condizione indispensabile per un'efficace azione di tutela e valorizzazione dei beni.
La catalogazione permette infatti di raccogliere in modo ordinato e logico e, nel tempo, aggiornare, il maggior numero di informazioni sul bene culturale.
Ma non si catalogano solo i pezzi conservati nei musei; sono oggetto di schedatura anche i beni immobili diffusi sul territorio (chiese, palazzi, edifici rurali, nuclei abitativi, beni etnografici) e i beni immateriali (tradizioni, feste, rappresentazioni, prassi, know how, linguaggi, ....).

In questa pagina si desidera tracciare un quadro dell'attività catalografica svolta sul territorio e del lavoro di schedatura dei conservatori dei musei, attività così preziosa, ma anche così nascosta agli occhi del visitatore.

CATALOGAZIONE IN PROVINCIA DI SONDRIO: ALCUNI DATI

Chi ha promosso e finanziato le campagne di catalogazione?
Intensa l'attività di catalogazione degli enti locali: Comuni proprietari di musei, Comunità montane e Provincia. Segue l'attività delle Soprintendenze ai beni storico-artistici e ai beni architettonici, e non irrilevante l'attività dei privati, soprattutto di associazioni che gestiscono musei. Più limitata l'attività degli enti ecclesiastici perché solo in anni recenti la Diocesi di Como ha dato avvio in modo sistematico a campagne di catalogazione dei beni delle parrocchie.

Quando?
Le prime campagne di catalogazione in provincia risalgono agli anni Settanta, grazie all'attività delle Soprintendenze. Negli anni Ottanta nuovo impulso alla catalogazione è stato dato dagli enti locali che hanno cominciato a catalogare i beni conservati nei musei istituiti nella maggior parte dei casi negli anni Settanta. Negli anni Novanta si è intensificata anche l'attività delle Soprintendenze, che hanno prodotto schedecompilate secondo nuovi criteri e predisposte per l'informatizzazione, e della Regione a seguito della nascita e diffusione del SIRBeC e dei relativi tracciati catalografici. Dal 2000 hanno continuato ad essere attivi nell'ambito della catalogazione gli enti locali proprietari di musei, la Provincia e le Comunità montane.

Quali beni sono stati catalogati?
I beni storico-artistici sono gli oggetti più catalogati in quanto più numerosi, più diffusi e più soggetti a furto.
In provincia sono state compilate anche molte schede di beni demoetnoantropologici nell'ambito della catalogazione delle raccolte dei musei etnografici che hanno avuto grande diffusione.
I beni architettonici sono stati schedati soprattutto dalla Soprintendenza competente e dagli enti sovracomunali (Regione, Comunità montane e Provincia).
In particolare la Regione ha promosso le campagne di catalogazione "Carta del Rischio" che prevedono anche la compilazione di una scheda "conservativa" nella quale vengono rilevate notizie dettagliate sullo stato di conservazione e di rischio del bene architettonico.
La catalogazione di stampe, disegni e monete è stata realizzata dai musei nell'ambito della schedatura delle proprie collezioni.

Dove si cataloga?
Il numero maggiore di beni schedati lo si trova, come è prevedibile, nei capoluoghi di mandamento, nei comuni in cui sono nati i musei più significativi della provincia e in alcuni centri particolarmente ricchi di edifici storici.





 

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