Patrimonio


Il Museo civico di Storia naturale di Morbegno raccoglie e conserva materiali naturalistici della provincia di Sondrio e dei territori limitrofi, che ne costituisco il patrimonio. Istituito dal Comune di Morbegno il 14 marzo 1974, grazie all’impegno di un collezionista locale (Giacomo Perego 1922-2008) che ha donato il nucleo iniziale delle collezioni, è cresciuto sotto la direzione del naturalista Fabio Penati, ottenendo il riconoscimento regionale di “Raccolta museale”.


Minerali
La collezione di minerali è stata la prima donata da Giacomo Perego. Ai 500 campioni iniziali si sono aggiunti quelli provenienti dalla collezione di Guiscardo Guicciardi, di Sondrio. Degli attuali 1387 campioni appartenenti a 197 specie, oltre la metà proviene dalla Valmalenco, a testimonianza della notevole geodiversità di questa valle alpina.

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Fossili
I materiali presenti in questa collezione provengono perlopiù da fuori provincia (il territorio ne è povero), con l’eccezione di alcune ammoniti del livignese e degli importanti resti di Cassinisia orobica, una conifera fossile risalente al Permiano medio-superiore (tra 260 e 240 milioni di anni fa circa), scoperta per la prima volta in alta Val Gerola alla fine degli anni ‘70 del Novecento (e mai più rinvenuta in altre parti del mondo) e descritta nel 1996 da un gruppo di paleobotanici olandesi ed italiani.

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Erbario
Sono oltre 4600 i fogli d’erbario con Tracheofite essiccate, appartenenti a 1545 taxa, conservati in questa collezione. I primi esemplari raccolti a partire dal 1978 da Giacomo Perego, poi i maggiori incrementi nei primi anni 2000, quando Roberto Ferranti, incaricato della revisione dell’erbario, raccoglie attorno a sé alcuni appassionati nel “Gruppo Floristico Massara”, con lo scopo di censire la flora locale. In seguito confluiscono nell’erbario del Museo anche le piante raccolte dai volontari del FAB (Gruppo Flora Alpina Bergamasca) in territorio valtellinese.
Nel 2017 il dono, da parte di Franco Zavagno, di 1000 esemplari essiccati di Briofite e Licheni, provenienti perlopiù dalle valli del Bitto e dalla Val Belviso.

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Insetti
È la collezione più vasta del Museo, con oltre 40.000 esemplari provenienti esclusivamente da Valtellina, Valchiavenna e alcune aree confinanti, disposti in ordine sistematico in scatole entomologiche all’interno di appositi armadi. Gli ordini più rappresentati sono i Coleotteri, gli Eterotteri e i Lepidotteri. Oltre agli esemplari donati al Museo da Giacomo Perego, viene conservata anche la sua collezione personale, donata dagli eredi. Altra donazione importante, in particolare di Coleotteri e Lepidotteri, è quella fatta da Eugenio Gusmeroli. Il maggiore incremento si è visto sotto la direzione di Fabio Penati.

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Anfibi
La collezione di Anfibi del Museo è costituita da poco meno di 100 esemplari, appartenenti a 11 specie, tutti conservati in alcool. Alcuni sono stati oggetto recentemente di studi genetici, come nel caso di Salamandra atra, volti a definire i rapporti di “parentela” tra le varie popolazioni alpine.

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Rettili
Gli esemplari di Rettili conservati al Museo sono oltre 150, appartenenti a 14 specie, di cui due estranee alla fauna provinciale. Come gli Anfibi, vengono conservati in alcol etilico, sostanza in grado di preservarli senza compromettere la qualità del materiale biologico.



Uccelli
La collezione si compone di quasi 1000 esemplari, per un totale di 217 specie. Alcuni sono naturalizzati, cioè preparati in modo da assumere un aspetto naturale, altri sono conservati in pelle, cioè distesi per occupare meno spazio. Dagli esemplari preparati in entrambi i modi è possibile ricavare sia misure per studi morfometrici sia campioni per studi genetici.

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Mammiferi
Attualmente la collezione si compone di oltre 1200 esemplari, appartenenti a 60 specie. Particolarmente numerosi i piccoli Mammiferi (Insettivori e Roditori), la maggior parte dei quali è conservata in alcool.

Per i Vertebrati il Museo conserva anche reperti osteologici (crani, ossa…), alcuni sciolti in apposite cassettiere e alcuni montati. Di notevole interesse storico è il cranio di una femmina di orso bruno, abbattuta nel 1887 in alta Val Gerola.

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Sottocategorie

MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI MORBEGNO
via Cortivacci, 2 I-23017 Morbegno (SO)
T: 0342 612451
museo@morbegno.gov.it
ORARIO DI APERTURA
Martedì, giovedì, sabato, domenica e festivi infrasettimanali dalle 14.30 alle 17.30
Per gruppi anche in altri giorni, su prenotazione.
Chiuso: 1 gennaio, Pasqua, 1 Maggio, 29 Giugno, 15 Agosto e 25 Dicembre